Il restauro del mobile: 7 consigli per non sbagliare

Una delle parole che sento usare più di frequente dai miei allievi è “paura”. “Ho paura di rovinare il mobile, ho paura di carteggiare troppo, ho paura di sbagliare colore”. Certo avere paura è normale quando non si conoscono le cose.

Molti anni fa quando mi sono avvicinato al restauro, anch’io come te, avevo paura di sbagliare. Poi ho trovato un bravo maestro. E un maestro serve proprio a questo: ricevere consigli pratici per evitare errori e sconfiggere così la paura.

Ecco ora per te 7 consigli pratici per non sbagliare:

1) Riconoscere il mobile

Riconoscere il mobile che stiamo restaurando è indispensabile per non commettere errori. Si tratta infatti del primo passo per decidere ad esempio se sverniciare il mobile (i mobili antichi non andrebbero mai sverniciati) oppure quale colore dare (i mobili del 700 hanno un certo colore mentre i mobili del 900 un’altro).

Ti consiglio di fare pratica su mobili non importanti acquistati per pochi euro ai mercatini oppure di recuperare un piccolo mobile dimenticato in cantina. Su questi mobili non importanti puoi fare pratica senza ansia… Qui trovi alcuni strumenti per imparare a riconoscere il mobile.

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2) La patina e la sverniciatura

La patina è la “pelle” che ricopre il mobile, è la sua storia. La patina infatti è la parte più superficiale del mobile ed è quella che si presenta ai nostri occhi. Il colore dell’ossidazione del legno e delle vernici, gli angoli leggermente smussati, le macchie di inchiostro sugli scrittoi fanno parte della patina.

Ecco perchè rimuovere la patina da un mobile antico significa comprometterne il suo valore e ti consiglio di non farlo con leggerezza. Se invece il mobile non è antico o non ha più la patina originale possiamo tranquillamente sverniciarlo. Qui vedi come sverniciare un mobile.

3) Il tarlo e l’antitarlo

Come sai il tarlo è un coleottero che nel suo stato di vita larvale si nutre di legno scavando gallerie. Non sempre siamo in grado di stabilire con certezza se nel mobile che vogliamo restaurare c’è il tarlo oppure no. La presenza di fori o polvere infatti non indicano con certezza la presenza di insetti nel mobile che potrebbero essere già usciti.

Nel dubbio il mio consiglio è di fare sempre un trattamento antitarlo efficace a base di Permetrina. Si tratta di un trattamento facile ed economico. Qui scopri i 5 errori da non fare.

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4) La falegnameria

Cominciamo a restaurare mobili che non siano distrutti e che non abbiano particolari problemi di falegnameria. La falegnameria nel restauro non è complessa ma è diversa dalla falegnameria moderna. Anzichè sostituire le parti ammalorate infatti si tende a recuperarle, consolidando e integrando.

Possiamo consolidare usando una resina sintetica come il Paraloid oppure con una colla animale mescolata a polvere di legno. Se ti interessano seghe, pialle, scalpelli e incastri guarda il manuale di falegnameria tradizionale!

5) La preparazione del fondo

La preparazione del fondo è un passaggio molto importante nel restauro del mobile e comporta la stuccatura e la carteggiatura del legno prima di passare al colore. Per la stuccatura possiamo usare stucchi che troviamo già pronti in commercio oppure preparare da noi lo stucco di gesso usando il gesso di Bologna e colorandolo con le terre.

Preparare da sé lo stucco ci aiuta a prendere confidenza con i materiali e i colori. Qui vedi come si prepara lo stucco di gesso.

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6) La coloritura

Coloriamo il mobile per vari motivi. A volte lo facciamo per ripristinare il colore che abbiamo tolto con la sverniciatura, a volte per rendere più interessante il mobile.

Uno scrittoio o una cassapanca, se lasciati di colore chiaro danno una sensazione di rusticità e vanno bene in un arredo di campagna o montagna, mentre gli stessi mobili colorati un pò più scuri possono essere inseriti in un arredo più elegante, di città.

Coloriamo i mobili con coloranti naturali molto stabili alla luce che si chiamano mordenti e facciamo piccole correzioni di colore con le aniline. Qui trovi un approfondimento.

7) La lucidatura e patinatura

Lucidiamo i mobili usando una vernice naturale: la vernice di gommalacca. Si tratta della stessa vernice usata per lucidare i mobili fin dal 700. La gommalacca naturale ha un colore ambrato che ci aiuta, durante la lucidatura, a donare al nostro mobile il colore caldo tipico dei mobili in patina.

Possiamo fare una finitura lucida o opaca decidendo quanto riempire il poro del legno. Finiamo sempre il restauro con una mano di cera. Anche la cera, come lo stucco, puoi trovarla già pronta sul mercato oppure la puoi fare tu. Qui trovi la ricetta per fare la cera.

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Se ami il restauro e vuoi scoprire tutti i “trucchi del mestiere”, evitando così di fare inutili errori, hai molti modi per approfondire l’argomento. Puoi leggere il mio Prontuario del restauratore oppure puoi seguire i miei corsi online. Se invece preferisci i corsi dal vivo,  qui trovi tutte le date e i programmi dei corsi che tengo nel mio laboratorio di Milano.

Buon restauro!

Il maestro Carlo

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Mi chiamo Carlo Ferrari e da oltre 20 anni mi occupo di restauro e antiquariato.

Un giorno ho deciso di fare della mia passione il lavoro del mio futuro. Un hobby, una passione proprio come te.

Oggi posso dire di essere un restauratore affermato, ho molti clienti privati, lavoro per istituzioni e per alcuni grandi antiquari.