Resine naturali: gommalacca, sandracca, copale

Oltre all’oro i Re Magi portano al Bimbo resine preziose. Il grande valore di queste resine naturali e la loro rarità accompagnano la storia dell’uomo e delle arti. Per millenni le resine naturali hanno viaggiato dall’Oriente fino a noi attraverso mari e deserti lungo la mitica Via della Seta.

Le resine naturali, prima dell’invenzione della chimica di sintesi, entravano a far parte della vita quotidiana di tutti noi ed erano importantissime. Nel vecchio laboratorio di uno scultore, anni fa, ho trovato un barattolo di colofonia. L’artigiano-artista sfruttava le proprietà elastiche e collanti della resina per incollare il marmo. La lacca per i capelli usata dalle nostre mamme negli anni 50/60 altro non era che gommalacca nebulizzata. Le “scarpe di copale” usate dai nostri padri quando andavano a ballare erano laccate di nero con una vernice a base di questa resina e potrei continuare all’infinito.

Le resine naturali

Le resine naturali sono miscele di varia consistenza e composizione prodotte da piante o animali. Di composizione chimica molto variabile, sono prodotte dalle piante sia spontaneamente che in seguito ad una incisione. Il loro ruolo è, probabilmente, quello di proteggere la pianta da insetti, funghi o altre infezioni. Oppure di chiudere le ferite dell’albero stesso. Molte resine naturali sono note fin dall’antichità. Venivano usate per scopi sia medicali che religiosi (incenso e mirra), oppure come ornamento (ambra). Nel restauro dei mobili antichi usiamo le resine naturali nella formulazione delle vernici  semplici, come la vernice di gommalacca. Oppure di vernici poliresinose, composte cioè da più resine sciolte in alcool.

Gommalacca

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La gommalacca è una resina naturale di origine animale fra le più usate per la produzione di vernici all’alcool. E’ secreta dall’insetto Kerria lacca, della famiglia delle cocciniglie, che vive su alcuni alberi della Birmania e dell’Indocina. L’insetto si costruisce un guscio protettivo di colore rosso scuro, con il succo che ricava pungendo l’albero. La raccolta avviene quando l’insetto abbandona il guscio protettivo. Le incrostazioni, chiamate sticklac, vengono raschiate, fuse, lavate, seccate ed infine filtrate per eliminare ogni residuo di legno ed insetti.

In origine la raccolta della resina avveniva per trarne un colorante rosso di grande valore economico. Venne importato,infatti, in Europa fino alla invenzione dei coloranti artificiali, le aniline. L’uso della gommalacca nella verniciatura dei mobili è attestato in Oriente fin dal 1500. In Europa entra nella formulazione di vernici all’alcool fin dal ‘600.
E’ solo nella seconda metà del ’700, con l’affermarsi dell’uso del tampone, che la vernice di gommalacca riscuote il successo dovuto, anche se alcuni autori collocano il perfezionamento di questa tecnica solo nei primi decenni dell’800. Grazie alle sue qualità la gommalacca così usata non ha eguali nel raggiungimento di una verniciatura che, oltre a proteggere la superficie trattata, penetra nei pori del legno evidenziandone le venature e la bellezza.

Sandracca

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La sandracca si estrae, per incisione della corteccia da alcune conifere dell’Africa del nord. Esistono due tipi di sandracca: la sandracca comune, di colore giallo ed impura si presenta sotto forma di gocce che tendono ad incollarsi tra di loro. La sandracca scelta, si presenta in gocce secche, friabili, giallo chiaro, coperte di polvere bianca; Questa resina per la sua capacità di sciogliersi in olio vegetale dopo un trattamento termico, la pirogenazione, è usata da sempre per la preparazione di vernici.

Pare che il termine vernice abbia avuto origine dal nome di una città dell’Africa settentrionale, Berenix, dove i Romani si procuravano la sandracca. Berenix il nome della città, veronix o veronicis il termine che indicava la resina fino al XV secolo. Alla base della formulazione di numerose vernici, la sandracca, è solubile anche in alcool e produce vernici dure, molto lucide, che si ossidano rapidamente e tendono a diventare friabili. Per farle assumere maggiore elasticità veniva mescolata alla trementina di Venezia. La sandracca così trattata formava la vernice usata nella laccatura dei mobili veneziani, tecnica molto lunga e laboriosa che raggiunse nel 700 livelli di grande maestria.

Copale

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Le copali e possono essere recenti, fossili o semi fossili. Di origine vegetale, prodotte da Cesalpinacee, si trovano in diverse zone geografiche di Africa, Asia e America del Sud. Vengono chiamate copali anche resine che hanno origine da conifere dell’australi e Nuova Zelanda.Si dividono in: dure: copale Madagascar e copale Zanzibar; semidure: copale Kauri e coppale Sierra Leone; morbide: copale Manila; La copale Congo è di origine fossile e si scava nelle paludi lungo il fiume Congo nello Zaire. La copale Kauri è semi-fossile ed è scavata in Nuova Zelanda. La copale Manila può presentarsi dura se di origine fossile o morbida se da piante viventi. Per poter essere sciolte in trementina o oli ed andare così a formare vernici, le copali devono essere sottoposte a pirogenazione. Dopo questo trattamento diventano ottime e pregiate materie prime per vernici.

Nel prossimi articoli parleremo della pirogenazione e di  altre resine naturali: Elemi, Dammar, Colofonia, Mastice, Benzoino e Sangue di Drago.

Trovi tutte le ricette per preparare la vernice di gommalacca e le vernici poliresinose sul Prontuario del restauratore. Vedi tutta la lucidatura a gommalacca passo dopo passo nel mio videocorso La lucidatura a gommalacca.

Il maestro Carlo Ferrari

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Mi chiamo Carlo Ferrari e da oltre 20 anni mi occupo di restauro e antiquariato.

Un giorno ho deciso di fare della mia passione il lavoro del mio futuro. Un hobby, una passione proprio come te.

Oggi posso dire di essere un restauratore affermato, ho molti clienti privati, lavoro per istituzioni e per alcuni grandi antiquari.