Come riconoscere i legni: il ciliegio

Riconoscere il legno di noce o di ciliegio è ritenuto da gran parte dei miei allievi un passaggio difficoltoso davanti al quale le loro sicurezze vengono messe a dura prova. Per aiutarli ad aumentare le loro competenze recentemente ho tenuto una teleconferenza molto approfondita e riservata ai miei allievi dell’Accademia del restauro proprio sul ciliegio. Cosa osservare per riconoscerlo senza dubbi. Oggi voglio condividere oggi con te alcune osservazioni. Clicca qui per scoprire cosa si imparara nell’ Accademia del restauro.

Ti ho già parlato di quanto sia importante per un appassionato di restauro e antiquariato saper riconoscere il legno in patina. Anche se stagionato il legno nuovo è opaco, ruvido e non è mai stato lucidato. Il legno dei mobili invece è stato lucidato. Questo significa che è stato preparato, levigato e lucidato con cere, oli o vernici per consentire alla luce di essere riflessa sulla sua superficie. Se a questo uniamo il fatto che il legno esposto alla luce cambia il suo colore per via della naturale ossidazione capiamo perchè diventa importante imparare ad osservare i mobili antichi per riconoscere il legno in patina. Osservare tanti mobili antichi inoltre ci consente di riconoscere non solo il legno con cui sono stati costruiti ma anche la loro epoca e stile. Riconoscere legno, epoca e stile è in primo passo per un corretto progetto di restauro.

 

Il legno di ciliegio

 

Il legno di ciliegio si presenta molto diversamente rispetto al legno di noce. Non è molto differenziato e questo significa che non c’è tantissima differenza tra il colore scuro della parte centrale dell’albero (il durame) e il colore chiaro della parte esterna (l’alburno). Il colore del legno è rossiccio e abbastanza uniforme e tende ad ossidarsi facilmente diventanto sempre più rosso e scuro. Un aspetto interessante del ciliegio è che presenta sulla superficie diversi “disegni”  a seconda di come è stato tagliato. Questo vale per moltissimi legni ed è importante, quando si osserva un mobile antico, porre sempre l’attenzione anche su questo aspetto del legno che chiamiamo generalmente “venature”. La venatura è disegnata sulla superfice di un legno dagli anelli di accrescimento annuale. A seconda di come è stato tagliato il tronco dell’albero avremo principalmente due disegni. Se il tronco è stato tagliato con il taglio radiale o rigatino abbiamo la venatura propriamente detta (in alto a sinistra) se con il taglio tangenziale abbiamo la fiamma (in alto a sinistra).

Una credenza provenzale

Osserva ora questo mobile francese. Si tratta di un mobile francese definito di solito “provenzale” anche se spesso questo termine indica mobili rustici di campagna che non sono stati prodotti in Provenza. Il ciliegio usato per la sua costruzione è stato tagliato in modo tangenziale e le venature formano una fiammatura soprattutto sulle ante. Sempre sulle ante vediamo anche dei nodi più scuri. La scelta della qualità del legno e del taglio durante la costruzione di un mobile è importante. Scegliendo un tipo di venatura piuttosto che un’altra possiamo avere un risultato visivo differente. Il mobile può sembrare più “rustico”, come nel caso di questa credenza provenzale, oppure più “elegante” come nel caso dei due cassettoni  qui sotto:

Due cassettoni neoclassici

Si tratta di una bella coppia di cassettoni neoclassici costruiti tra la fine del 700 e i primi anni dell’800. I montanti che formano le gambe sono di ciliegio massello mentre il fronte dei cassetti è stato rivestito con un lastrone di ciliegio. Qui la scelta dell’ebanista è caduta su un ciliegio “rigato”. Significa che il legno del tronco è stato tagliato in modo radiale e il disegno sulla superficie mostra le venature del legno senza nessuna fiammatura. L’alternanza di venature più chiare e più scure è data dal fatto che la produzione del legno è più primaverile o estiva. Le venature disegnano la superficie dando un senso di maggiore eleganza ai due mobili.

L’uso del taglio del legno per ottenere diversi disegni sulla superficie è un agomento molto interessante e ci torneremo molto preso con altri approfonditi articoli.

Il maestro Carlo Ferrari

Se te lo sei perso qui trovi un articolo sul riconoscimento del legno di noce. Se ti interessa imparare veramente  riconoscere i mobili e l’arte del restauro guarda il video di presentazione dell’Accademia del restauro. Trovi le immagini dei legni più usati in ebanisteria nel poster in omaggio con il Prontuario del restauratore. Scopri le epoche del mobile con i DVD “La storia del mobile dal Gotico al Liberty”.

 

Le immagini sono tratte dai cataloghi della Casa d’Aste Cambi e dal libro “72 essences de bois” dell’editore H. Vial

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Mi chiamo Carlo Ferrari e da oltre 20 anni mi occupo di restauro e antiquariato.

Un giorno ho deciso di fare della mia passione il lavoro del mio futuro. Un hobby, una passione proprio come te.

Oggi posso dire di essere un restauratore affermato, ho molti clienti privati, lavoro per istituzioni e per alcuni grandi antiquari.