Come riconoscere il mobile Impero

Il primo passo per un buon restauro è sempre riconoscere il mobile che dobbiamo restaurare. Epoca e stile del mobile infatti ci danno indicazioni preziose su come dovrà essere il restauro che facciamo.

Riconoscere i mobili non è difficile ma bisogna fare molta pratica. E’ per questo che con i miei allievi dell’Accademia del restauro faccio spesso esercizi di riconoscimento mobili. In questo articolo facciamo un pò di pratica insieme e impariamo ad osservare un mobile Impero.

I mobili Impero

L’ Impero è uno degli stili più facili da riconoscere. Si tratta di uno stile Neoclassico e significa che riprende dalle antichità classiche le linee dritte delle sue superfici e molti elementi decorativi come colonne e capitelli.

Lo stile Impero è legato a Napoleone. Fu proprio Napoleone infatti a volere uno stile che fosse l’immagine del suo potere e che ricordasse i grandi imperi del passato. I mobili Impero datano dal 1805 a 1815 anche se abbiamo mobili costruiti in questo stile costruiti ancora fino al 1840.

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Il cassettone Impero

Il mobile che vediamo insieme oggi è un cassettone. Si tratta di un mobile di epoca Impero costruito in Lombardia. Non è un mobile di grandissimo pregio ma è un buon esempio di mobile Impero prodotto per la piccola nobiltà di campagna o la borghesia che stava andando al potere.

Il mobile è costruito con legno di noce nelle parti esterne e di abete nelle parti interne come la schiena, il fondo e l’interno dei cassetti. Osservare i mobili nelle loro parti interne è molto importante per capire la loro epoca di costruzione.

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Quello che non si vede

Un mio vecchio maestro mi ha insegnato “che un mobile va guardato più dietro che davanti e più dentro che fuori” e aveva ragione! Osservando questo mobile infatti scopriamo che è stato costruito proprio ai primi dell’800 in un momento di transizione tra un modo più vecchio di costruzione e uno più nuovo.

La schiena è concepita in modo nuovo. Se la osservi vedi che è stata costruita come un telaio che riquadra una fodera. Questo sistema consente al legno di muoversi, assecondando i suoi naturali movimenti, scorrendo nel telaio senza rompersi.

Gli incastri

Osservando in mobile dietro è possibile anche capire come ha lavorato il falegname che l’ho costruito. Nella parte alta dove il traverso della schiena è fissato anche al coperchio questo è collegato ai montanti con due semplici incastri “tenone e mortasa” detti anche maschio e femmina.

Nella parte in basso invece dove il traverso non è incollato a niente gli incastri sono a coda di rondine. Un incastro a coda di rondine non si apre anche nel caso in cui il cassettone venga trascinato sul pavimento.

I cassetti

Anche i cassetti sono costruiti con degli incastri a coda di rondine. Se li osservi vedi che si tratta di incastri non troppo precisi e piuttosto grossolani. E’ questa una caratteristica del mobile lombardo. Quella cioè di essere più curato di fuori che nella costruzione delle parti interne, a differenza ad es. dei mobili francesi che sono sempre molto curati anche all’interno.

Il cassetto porta ancora la foderina del fondo inchiodata sui fianchi, retaggio questo della costruzione dei cassetti tipica del 700.

Scopri le epoche del mobile con i DVD “La storia del mobile dal Gotico al Liberty”. Impari a riconoscere i mobili Impero con il manuale Il mobile del’800 in Italia: lo stile Impero.

Trovi tutti i passaggi per un corretto restauro del mobile antico nel Prontuario del restauratore.

Il maestro Carlo

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Mi chiamo Carlo Ferrari e da oltre 20 anni mi occupo di restauro e antiquariato.

Un giorno ho deciso di fare della mia passione il lavoro del mio futuro. Un hobby, una passione proprio come te.

Oggi posso dire di essere un restauratore affermato, ho molti clienti privati, lavoro per istituzioni e per alcuni grandi antiquari.