Come restaurare un comodino in 4 giorni. Seconda tappa: la falegnameria

Riprende oggi il nostro viaggio dentro al restauro di un comodino Chippendale. Se ti sei perso la prima tappa la puoi leggere qui. Abbiamo già fatto l’analisi del mobile e abbiamo deciso di fare un trattamento antitarlo economico e che funziona veramente.

Abbiamo anche tolto la vecchia vernice rovinata usando uno sverniciatore in gel. Il mobile è ora pronto per la tappa successiva: la falegnameria.

Come vedi quando restauriamo un mobile ci poniamo sempre tante domande. Più domande ci facciamo e migliore sarà il nostro restauro. Che mobile è? Come è stato verniciato? Ha il tarlo oppure no? Le maniglie sono originali?

Certo per rispondere a queste domande, soprattutto all’inizio quando non sei ancora un esperto, è meglio affidarsi ad un maestro. Se ancora non hai un maestro scrivimi le tue domande sotto questo articolo e io ti rispondo.

Seconda tappa: la falegnameria

Il comodino che stiamo restaurando è costruito con una struttura perimetrale di legno su cui sono stati incollati dei fogli di compensato. Si tratta di una tecnica chiamata tamburato. In questo caso il tamburato è stato nobilitato da un piallaccio di noce e radica di noce sul frontale del mobile.

Nella prossima foto vedi bene il compensato incollato sul massello che forma la sagoma del coperchio. Il compensato è rivestito (nobilitato) con un piallaccio. Il problema di questi mobili è che se sono rimasti in posti umidi o se hanno subìto delle intemperie il piallaccio si stacca. Oggi vediamo come incollare il piallaccio sollevato.

come restaurare un comodino, la falegnameria. Piallaccio sollevato

Ecco come si presenta il coperchio del comodino. L’umidità ha sollevato e gonfiato il piallaccio. Ci sono anche molte screpolature.

Piallaccio sollevato

Anche i piedi, a contatto con il pavimento umido, si sono rovinati e il piallaccio si è scollato. I piedi dei mobili sono spesso rovinati.

Colla vinilica per piallaccio sollevato

Solleviamo con un cutter il piallaccio senza romperlo e puliamo bene la vecchia colla con una carta abrasiva grossa. Io in questi casi uso una 60.

Incollaggio piallaccio

Usiamo una colla vinilica e spennelliamo la colla tra il legno e il piallaccio. Per questi incollaggi non serve usare troppa colla.

Compensato per piallaccio

Mettiamo carta di giornale sopra il piallaccio e sopra la carta il compensato. La carta serve a non far incollare il piallaccio al compensato.

Chiodini per piallaccio

Per fissare il compensato possiamo usare dei chiodini o delle graffette. I fori dei chiodini e delle graffette poi verranno stuccati.

Graffette per piallaccio

Facciamo lo stesso lavoro anche sul coperchio del mobile e dopo aver messo la colla e la carta fissiamo il compensato con le graffette.

Levachiodi

Lasciamo asciugare bene la colla e poi togliamo il compensato. Per sollevare le graffette usiamo un levachiodi o un vecchio cacciavite.

Levachiodi e pinza

Facciamo leva con il levachiodi e solleviamo la graffetta, poi con la pinza la togliamo. Attenzione a non rompere la graffetta nel legno.

Togliere il compensato

Quando togliamo il compensato la carta di giornale sarà incollata al piallaccio. Non preoccuparti è normale.

Spugna per togliere la colla

Usiamo una spugna umida per bagnare e rimuovere la carta di giornale. Attenzione a non bagnare troppo il piallaccio.

rasiera

Con una rasiera togliamo tutti i residui di carta e eventuali dislivelli del piallaccio.

La rasiera è uno strumento molto semplice ma indispensabile per il restauratore. In questo articolo ti mostro come si prepara la rasiera e come si usa.

Siamo giunti alla fine del secondo giorno di restauro del comodino. Oggi abbiamo visto come incollare il piallaccio che si è staccato.

Domani riprenderemo il nosto viaggio con la preparazione del fondo e la stuccatura. Vedremo come preparare il fondo e come stuccarlo prima della lucidatura a gommalacca e cera. Leggi qui la terza tappa.

Se vuoi saperne di più iscriviti al corso gratuito “I 7 pilastri del restauro”.

Il maestro Carlo

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Mi chiamo Carlo Ferrari e da oltre 20 anni mi occupo di restauro e antiquariato.

Un giorno ho deciso di fare della mia passione il lavoro del mio futuro. Un hobby, una passione proprio come te.

Oggi posso dire di essere un restauratore affermato, ho molti clienti privati, lavoro per istituzioni e per alcuni grandi antiquari.