La tappezzeria dei mobili antichi

Per quanto riguarda la tappezzeria, in questi giorni rispondendo alla domanda di un amico-studente dell’Accademia del restauro. Mi sono trovato a parlare di stoffe e tappezzieri. I mobili imbottiti infatti, quali sedie e divani, dopo il restauro della parte lignea e la lucidatura, devono passare sotto le sapienti mani di un abile tappezziere.

La tappezzeria di un mobile antico infatti è molto diversa da quella di un mobile moderno. Prima dell’invenzione di materiali di sintesi come la gommapiuma le imbottiture erano eseguite con materiali naturali: paglia, lana e crine impunturati a mano e rivestiti di stoffa.

L’invenzione delle molle nella tappezzeria

Nei primi anni dell’800, introdusse questo nuovo elemento di maggior confort dando il via, nel periodo Carlo X, ad un’esasperazione delle parti imbottite dei mobili, fino a raggiungere il massimo nella seconda metà dell’800 con lo stile Napoleone III.

Affidarsi ad un bravo tappezziere per realizzare una bella tappezzeria è quindi una necessità per poter concludere un ottimo restauro. Così come la scelta della stoffa più adatta al mobile stesso. Ho sempre seguito i miei clienti in questa scelta. Se non effettuata correttamente, può compromettere il risultato finale.

Novità: Per imparare tutti i segreti della tappezzeria puoi frequentare i corsi dal vivo week-end  sulla Tappezzeria classica.

La scelta della stoffa può seguire diversi criteri nella tappezzeria

L’ambiente e i suoi colori, lo stile del mobile ed il gusto personale del cliente sono i tre principi base da cui parte la scelta della stoffa.

Ci si può muovere anche su principi classici: tappezzeria seta rigata per le sedie Neoclassiche. Tappezzeria in un cotone rigato con fiori tra le righe per un divanetto Carlo X.  In un velluto operato per una poltrona Napoleone III. La scelta non deve mai essere casuale. Il consiglio del restauratore deve essere all’altezza della situazione. Oppure si possono osare accostamenti azzardati come sanno fare benissimo gli arredatori Inglesi mescolando righe, fiori e tessuti orientali. L’importante è che un colore leghi il tutto in maniera armonica.

Torneremo presto a parlare di stoffe e della loro storia, che procede di pari passo con la storia della chimica dei colori e l’evoluzione del gusto.
E tu che stoffa preferisci?

Nell’immagine, tratta da un catalogo d’epoca per tappezzieri, due poltrone della fine dell’800.

Iscriviti
alla newsletter

Vorresti restaurare il tuo primo mobile ma non sai da che parte iniziare? Oppure hai già restaurato qualcosa, sei soddisfatto, ma hai ancora mille dubbi. Ora sei nel posto giusto!

Iscriviti per ricevere subito il corso gratuito «I 7 pilastri del restauro»

> Iscrivendoti accetti la nostra Privacy Policy

> Se non ti arriva la mail controlla anche lo spam e le schede Promozioni e Aggiornamenti di Gmail.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su
Facebook
Pinterest
Twitter

Mi chiamo Carlo Ferrari e da oltre 20 anni mi occupo di restauro e antiquariato.

Un giorno ho deciso di fare della mia passione il lavoro del mio futuro. Un hobby, una passione proprio come te.

Oggi posso dire di essere un restauratore affermato, ho molti clienti privati, lavoro per istituzioni e per alcuni grandi antiquari.