Pigmenti, terre e ossidi per il restauro

Pigmenti, terre e ossidi, spesso usiamo queste parole e facciamo un poco di confusione. Nel restauro del mobile usiamo pigmenti per colorare lo stucco di gesso e lo stucco di cera. Usiamo i pigmenti anche per nascondere vecchi restauri fatti male o per decorare il legno dipingendolo.

Ho sempre usato i pigmenti chiamandoli “terre colorate” oppure “ossidi”, facendo io stesso un un pò di confusione. Poi, un paio di anni fa, sul social network Istagram ho scoperto che alcuni pigmenti sono in effetti delle terre e che si possono…raccogliere.

Nell’immagine qui sotto vedi alcune delle terre colorate raccolte da Heidi Gustafson un’artista che raccoglie, usa e colleziona terre colorate provenienti da tutto il mondo.

Da quando ho scoperto questa cosa ho guardato con occhi diversi il paesaggio che mi circonda. Il paesaggio non è fatto solo di forme ma anche di colori. Lo so sembra banale dirlo ma quando intendo colori intendo proprio i pigmenti che usiamo per colorare.

Ho inziato ad approfondire le mie ricerche, soprattutto durante le mie vacanze in Toscana. Prima ho visitato il museo dei fisiocritici di Siena dove si trova una bellissima raccolta di minerali e di Terre bolari. Le terre bolari sono le terre colorate più comunemente conosciute come terra di Siena che venivano estratte in vere e proprie miniere.

La mia ricerca delle vecchie miniere dove venivano estratte le terre si è ben presto rivelata infruttuosa in quanto queste non sono più in uso da decenni. Ma dopo una prima delusione ho scoperto una cosa meravigliosa: le terre colorate sono dappertutto, basta saper guardare il paesaggio!

Certo in Pianura Padana dove vivo io non ci sono colori entusiasmanti. Ma tutta la terra, o per meglio dire il suolo e sottosuolo, sono colorati! Questa immagine è stata fatta lungo il ciglio di una strada in Toscana. Come vedi una bella terra rossa appare appena sotto le radici delle piante.

In alcuni luoghi particolari la concentrazione degli ossidi di ferro che formano le terre colorate è particolarmente alta e i colori risultano più puri. Questa immagine è stata fatta in un luogo molto speciale il parco naturale delle Biancane a Monterotondo Marittimo. Grazie per la segnalazione a Karina Spivak.

Raccogliere queste terre colorate è per me motivo di grande emozione. Mi piace toccarle con le mani e sento di creare un momento magico di contatto con la terra. L’ocra rossa ha sempre avuto molti significati ed ha accompagnato l’uomo durante tutta la sua storia.

Come non pensare ai disegni rupestri e alle prime forme di arte dove l’uomo ha disegnato sulle pareti delle grotte simboloi magici, uomini e animali per celebrare cacce, riti di iniziazione e il culto dei morti. Nell’immagine la Cueva de los manos in Cile. L’uomo ha anche pitturato il proprio corpo con pigmenti minerali fin dal Neolitico

Ecco alcune delle terre che ho raccolto durante le mie ultime vacanze. Gli ossidi ferro, che mescolati all’argilla formano le terre, a seconda della temperature a cui sono stati sottoposi in natura variano dal giallo al rosso fino ad un colore più scuro noto come “Terra d’ombra”.

Una volta portate nel mio laboratorio le terre sono state lavate per purificarle dalle inclusioni come radici e foglie. Sono state poi frantumate e setacciate fino a diventare una polvere sottile. Questa che vedi è la mia prima terra di Siena bruciata.

I pigmenti naturali così ottenuti lvengono usati in laboratorio durante i corsi di restauro per colorare gli stucchi. I pigmenti che vedi nei vasi di vetro sono invece degli ossidi di ferro ottenuti chimicamente. In laboratorio usiamo un rosso, un giallo, un bruno chiaro e un bruno scuro. Qui puoi vedere alcuni pigmenti di sintesi.

I pigmenti se usati per colorare una superficie hanno bisogno di un legante per poter essere trasferiti. A seconda del legante che usiamo possiamo ottenere un acquerello, un colore ad olio o una pittura alla caseina.

Adesso sappiamo bene cosa significano le parole pigmenti, terre e ossidi. In questo articolo ti ho parlato della mia scoperta dei pigmenti naturali inorganici cioè dei pigmenti contenuti in rocce e minerali, ma ci sono anche i pigmenti naturali organici o coloranti animali e vegetali. Ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

Il maestro Carlo

Grazie ad Alessia Pandini per la supervisione tecnica all’articolo.

N.B. Nessuna delle terre che vedi è stata raccolta in parchi naturali, siti minerari o siti archeologici. Sono per una raccolta etica e consapevole delle terre e dei pigmenti e di tutto quanto ci offre la natura.

 

 

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Mi chiamo Carlo Ferrari e da oltre 20 anni mi occupo di restauro e antiquariato.

Un giorno ho deciso di fare della mia passione il lavoro del mio futuro. Un hobby, una passione proprio come te.

Oggi posso dire di essere un restauratore affermato, ho molti clienti privati, lavoro per istituzioni e per alcuni grandi antiquari.