Come costruire il tampone per la lucidatura a gommalacca

La lucidatura a tampone è la sola lucidatura in grado di mettere in risalto tutte le peculiarità del legno. La lucidatura a tampone non è una lucidatura di spessore. Fai penetrare la resina nel poro del legno spingendola a forza con il tampone.  Il tampone deve diventare, con l’esperienza, il prolungamento della tua mano e la capacità di trasmettere la tua sensibilità al tampone è importantissima.

La lucidatura a tampone è fatta di tante piccole variabili: la preparazione del fondo, la temperatura dell’ambiente, la concentrazione della vernice e un tampone ben costruito e correttamente usato. Strumento molto semplice (è fatto con degli stracci), il tampone serve per attingere la vernice e trasferirla sul piano che stai lucidando. La sua struttura ti consente di poter assorbire la vernice che ti serve e di usarlo molto bagnato nelle prime fasi della lucidatura ma di poterlo usare anche quasi asciutto, nella fase finale della lucidatura.

Ogni autore e restauratore costruisce il tampone in modo differente soprattutto per l’uso dei materiali. Non esiste un modo “giusto” o un modo “sbagliato” per farlo la cosa importante è che tu riesca a “sentire” il tampone come tuo, per poterlo usare e padroneggiare in tutti i movimenti della tua mano. Ecco come lo costruisco io:

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La parte esterna del tampone per la lucidatura a gommalacca io la preparo usando uno straccio di cotone. Deve essere un cotone leggero che è stato lavato molte volte, non deve infatti rilasciare peluria, e che l’usura ha reso molto morbido. Su alcuni vecchi manuali si consiglia di usare uno straccio di lino, ma deve essere un lino molto leggero e morbido.

5-come-fare-il-tampone-per-lucidatura-a-gommalacca-artedelrestauro.itLa parte interna del tampone per la lucidatura a gommalacca può essere fatta in molti modi. Dopo aver sperimentato molto sono giunto alla conclusione che il miglior tampone per me è costituito all’interno da uno straccio di lana. Anche la lana non deve rilasciare peli che farebbero corpo unico con la gommalacca rovinando la lucidatura.

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La lana che uso io è morbida e non lascia peli. Io uso vecchi pezzi di “magliette della salute”, le magliette o cannottiere di lana che usavano i nostri nonni. Alcuni miei allievi usano per la parte interna del tampone della lana in fili. Anche questa non deve lasciare peli ed è meglio usare una lana infeltrita. La cosa importante è che sia morbida.

7-come-fare-il-tampone-per-lucidatura-a-gommalacca-artedelrestauro.itUna volta scelti i materiali da usare, costruire un tampone per lucidare a gommalacca è molto semplice. Basta infatti mettere la lana al centro del cotone e chiudere stringendo. Non serve legare il tampone in quanto sarà molto utile avere il tampone aperto per togliere la lana ogni volta che si dovrà caricare di gommalacca il tampone.

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La misura del tampone deve essere dimensionata sia alla misura della mano che alla misura del mobile che si sta lucidando. Sembra banale ma se lucido il piano di un fratino di grandi dimensioni avrò bisogno di un tampone grande se invece sto lucidando piccole parti di mobile avrò bisogno di un tamponcino più piccolo.

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Ecco come si impugna il tampone. Per avere un buon controllo sul tampone e la vernice le dita stringono l’involucro di cotone. Aumentando o diminuendo la pressione sul tampone farò scendere più o meno vernice. Come ti dicevo le variabili che portano ad una buona lucidatura sono molte. Oggi hai fatto il primo passo e hai imparato a costruire il tampone. Ti invito a provare la lucidatura a gommalacca. Inizia da un mobile facile da lucidare senza intagli o parti tornite. L’esperienza positiva ti gratificherà e ti portarà a cimentarti con nuovi e più impegnativi mobili. In questo articolo leggi passo dopo passo tutti i passaggi della lucidatura a tampone.

Se ti interessa la lucidatura a gommalacca a tampone hai molti modi per approfondire l’argomento. Trovi questa tecnica descritta passo dopo passo nel Prontuario del restauratore. Puoi vedere come si lucida con il DVD “La lucidatura a gommalacca” . Se invece preferisci i corsi dal vivo impari la lucidatura al corso base di restauro e la puoi approfondire al corso personalizzato di lucidatura.

Il maestro Carlo

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Mi chiamo Carlo Ferrari e da oltre 20 anni mi occupo di restauro e antiquariato.

Un giorno ho deciso di fare della mia passione il lavoro del mio futuro. Un hobby, una passione proprio come te.

Oggi posso dire di essere un restauratore affermato, ho molti clienti privati, lavoro per istituzioni e per alcuni grandi antiquari.