Canterano, commode, cassettone e comò [Il restauratore curioso]

Canterano, commode, cassettone e comò sono tanti nomi per indicare lo stesso mobile. Ma siamo proprio sicuri? Sendi, una mia allieva dell’Accademia del restauro, in questi giorni mi chiede proprio questo: Carlo, qual è la differenza fra cassettone e commode. Mi aiuti a fare chiarezza?

Quando parliamo di canterano, commode, cassettone e comò parliamo della stessa tipologia di mobile: un contenitore con cassetti dove riporre cose e indumenti. Ma a seconda di come lo chiamiamo ci riferiamo a mobili che si presentano in modo piuttosto differente. Vediamolo insieme:

Canterano

E’ il papà di tutti i cassettoni. Costruito dal 500 al 700 il canterano, nome strano dall’etimologia molto incerta, è un cassettone dalle misure piuttosto importanti. Spesso è anche un mobile di rappresentanza e la sua superficie è lastronata con radiche o intarsiata con legni diversi oppure intagliata. La struttura tipica del canterano è a 4 cassetti piuttosto capienti. A volte il frontale del primo cassetto si apre mostrando all’interno uno scarabattolo di cassettini e segreti. Nella foto in alto un canterano con il primo cassetto aperto. Questa tipologia di mobile si evolverà nella ribalta sul cui piano di appoggio si potrà anche scrivere.

Commode

La commode è l’evoluzione del canterano. “Inventata” in Francia alla fine del 600 alla corte del re Luigi XIV, probabilmente dall’ebanista del re Andrè-Charles Boulle, il termine commode compare nel 1725 per definire questa nuova tipologia di mobile. Derivato dal canterano ma dalla forma molto più leggera la commode si regge su gambe alte e ha due o tre cassetti larghi quanto il fronte del mobile. Anche la commode è un mobile di rappresentanza e la sua superficie si presta ad essere decorata a seconda della moda del tempo. La commode in Francia spesso porta un marmo sul piano superiore ed è decorata con bronzi dorati. Nella foto in alto una commode francese del 700.

Cassettone

Il termine cassettone è l’equivalente italiano della commode francese. Mobile più leggero rispetto al suo antenato, il cassettone ha gambe alte che riflettono lo stile del momento. A “capriolo” per lo stile Luigi XV o a tronco di piramide per lo stile Luigi XVI. La forma del mobile e il tipo di decoro riflettono molto bene in Italia la grande differenziazione tra regione e regione e tra città e città. Il cassettone di Genova è molto diverso dal cassettone di Milano che è diverso da quello di Venezia. Queste differenze, molto interessanti per i collezionisti e agli antiquari, portano però ad una penalizzazione del valore del mobile antico italiano sui mercati antiquari internazionali. Nella foto un cassettone genovese di cui puoi leggere qui l’analisi fatta da Lodovico Caumont Caimi.

Comò

Il comò è un cassettone piuttosto semplice nella forma che destiniamo di solito nella camera da letto. La gambe del mobile tornano ad essere corte fino a diventare delle cipolle tornite. I cassetti tornano ad essere 4 come nei canterani ma le dimensioni del mobile si rimpiccioliscono. Non più mobili grandi per le case dei nobili dunque ma piccoli mobili per ambienti più piccoli e borghesi. Il comò, nella seconda metà dell’800, diventa un mobile costruito sempre meno artigianalmente e sempre più in serie. Questo per soddisfare la richiesta di mobili per un mercato borghese in grande aumento e sempre più esigente in fatto di moda. Questa industrializzazione porterà alla nascita di nuovi movimenti come l’Arts and Crafts inglese che vagheggeranno un ritorno molto romantico alla figura dell’ebanista artigiano che produce mobili di grande qualità chiuso nella sua bottega. Una vera autopia.

Il maestro Carlo

Scopri la storia del mobile con i manuali di Arte del restauro, con i corsi dal vivo e con i corsi online Accademia del restauro e Master in restauro e antiquariato.

Le immagini sono tratte dai corsi di Arte del restauro e dalla Case d’aste Cambi che ringraziamo.

 

Iscriviti
alla newsletter

Vorresti restaurare il tuo primo mobile ma non sai da che parte iniziare? Oppure hai già restaurato qualcosa, sei soddisfatto, ma hai ancora mille dubbi. Ora sei nel posto giusto!

Iscriviti per ricevere subito il corso gratuito «I 7 pilastri del restauro»

> Iscrivendoti accetti la nostra Privacy Policy

> Se non ti arriva la mail controlla anche lo spam e le schede Promozioni e Aggiornamenti di Gmail.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su
Facebook
Pinterest
Twitter
Author picture

Mi chiamo Carlo Ferrari e da oltre 20 anni mi occupo di restauro e antiquariato.

Un giorno ho deciso di fare della mia passione il lavoro del mio futuro. Un hobby, una passione proprio come te.

Oggi posso dire di essere un restauratore affermato, ho molti clienti privati, lavoro per istituzioni e per alcuni grandi antiquari.

Restiamo in contatto?

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti di Mestieri in Corso.

Al momento dell’iscrizione riceverai il videocorso “I 7 pilastri del restauro”: sette rapidi video dove trovi l’essenziale per non sbagliare il tuo restauro, oppure per trovare il coraggio di iniziare. 

Entra in bottega e mettiti al mio fianco!