Oggi vediamo insieme un mobile molto interessante di cui si parla poco: la sedia a dondolo.
Prima di Natale ho deciso di recupare una sedia a dondolo che era stata in casa mia negli anni 90 e che era finita “parcheggiata” a casa di amici. Allora vivevo in campagna in una casa molto grande e la sedia a dondolo, nella cameretta di mio figlio Giovanni, era servita a coccolarlo la sera prima di dormire.
Ora vivo in una casa più piccola, Giovanni è cresciuto, ma ho sentito l’esigenza di una poltrona comoda con cui “coccolarmi” la sera, mentre leggo un libro o guardo un film.

Prima di riportare in casa la sedia a dondolo le ho fatto un buon trattamento antitarlo, qui sopra vedi un fotogramma del video che ho pubblicato sul mio account Instagram. Si tratta di una sedia dondolo degli anni 60, in stile nordico che a suo tempo avevo fatto tappezzare con una bella stoffa tartan di Sanderson.

La sedia a dondolo non è solo un oggetto d’arredo: è un simbolo di relax, di storie raccontate davanti al camino e di momenti di riposo che attraversa secoli e culture. Celebre tanto nelle case di campagna quanto negli interni di design contemporaneo, questa semplice ma affascinante seduta continua a sedurre chiunque cerchi un ritmo lento e confortevole nella propria quotidianità.

Contrariamente a quanto spesso si pensa, la forma primitiva della sedia a dondolo non fu inventata in America, ma ebbe radici in Europa. Negli scavi archeologici di Ercolano sono stati ritrovati i primi esempi di supporti curvi simili ai “pattini o “dondoli” delle sedie, usati inizialmente nelle culle per calmare i neonati.

Una tappa fondamentale nella storia della sedia a dondolo fu l’opera di Michael Thonet, maestro della lavorazione del faggio curvato a vapore. Nel 1860, Thonet realizzò la prima sedia a dondolo prodotta in serie. Questa sedia non era solo funzionale, ma anche elegante nelle forme e grazie al suo design e alla leggerezza dei materiali, divenne presto un’icona e oggi è esposta nei musei come esempio significativo di design del XIX secolo.

Nel Novecento, architetti e designer iniziano a interrogarsi su come far convivere movimento, ergonomia e forma. Il dondolio non viene eliminato, ma misurato, studiato, interpretato. Uno degli esempi più noti è la RAR Rocking Chair di Charles e Ray Eames: una seduta in plastica modellata, appoggiata su una base a dondolo in legno e metallo. Il movimento è breve, controllato, pensato per interni moderni dove lo spazio è diverso, ma il bisogno di oscillare resta.

La sedia a dondolo è spesso vista come simbolo di casa, di relax e di continuità tra generazioni. La sua capacità di offrire comfort attraverso un semplice movimento ritmico l’ha resa amata da bambini, adulti e anziani in tutto il mondo.
Nonostante le origini antiche e il legame con la tradizione, questa seduta continua a essere reinterpretata da designer contemporanei, integrando nuovi materiali e forme pur mantenendo il fascino del gesto originario: dondolare avanti e indietro.
Oggi abbiamo visto insieme una breve storia delle sedie a dondolo e di come accompagnano l’uomo nell’arredamento della propria casa attraverso i secoli. Se ami la storia del mobile e il restauro e ti vuoi avvicinare a questo mondo affascinante hai molti modi per farlo:
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A presto!
Il maestro Carlo
Le immagini di questo articolo sono di RetrofficinaMilano, Mary Ellen Becker e Allison Eather che ringrazio.