La storia del mobile inglese: il mobile decorato

Il mobile decorato

Le prime prove dell’esistenza di veri e propri mobili decorati risalgono agli antichi egizi dove i mobili venivano dipinti con colori vivaci.Tutte le epoche e tutti i popoli hanno avuto la loro tecnica di decorazione preferita. Queste tecniche erano molto varie come ad esempio il rivestimento a foglia d’oro o d’argento, l’intarsio con metalli e pietre preziose, vetri colorati oppure avorio.

Le tecniche di decorazione potevano avere origini diverse come eventi storici, stili di vita, progresso tecnologico e scambi culturali. Queste tecniche differenti venivano adottate e modificate per creare uno stile unico ed autentico.

Anche in Inghilterra c’è sempre stata la passione per il mobile lavorato e decorato. Possiamo citare alcune tecniche più caratteristiche quali la tornitura a bulbo, l’applicazione di pannelli decorati a bugnato, la doratura, le varie tecniche d’intarsio e di lastronatura, la laccatura e tante altre ancora.

E’ impossibile descriverle tutte all’interno di questo articolo, per cui ci soffermeremo solo su alcune di esse.

Gilt gesso work –  stucco dorato

E’ una tecnica nella quale si usava uno stucco formato dalla miscela di gesso, colla e olio di lino. Questo prodotto si applicava strato dopo strato sulla superficie.

Una volta consolidato veniva intagliato l’ornamento e successivamente dorato a foglia d’oro o d’argento oppure semplicemente dipinto.  Le parti in rilievo venivano lucidate e la parte sottostante invece veniva opacizzata, creando così l’effetto “tridimensionale”.

Questa tecnica di decorazione ha origine in Italia, anche se quella utilizzata in Inghilterra arriva dai Paesi Bassi. Si possono trovare alcuni esempi che appartengono al periodo “William and Marry”, ma soprattutto al periodo del regno di Giorgio I (1714-1727). Gli esemplari più raffinati sono attribuiti a due rinomati ebanisti di Re Giorgio I, James Moore e John Gumley.

storia del mobile inglese-artedelrestauro.itScroll Paper – la filigrana di carta

Un secondo stile per questa forma d’arte, detta quilling, prevede l’uso di strisce di carta arrotolate, modellate e incollate a formare gli ornamenti decorativi.

La carta poteva essere dorata o colorata per creare un effetto di policromia. Questa tecnica trae ispirazione dalla lavorazione a filigrana metallica conosciuta in Italia e in Austria già nel XV secolo.

La filigrana divenne popolare in Inghilterra nel XVIII secolo e rimase in auge per tutto il periodo Georgiano soprattutto fra le donne nobili che lo praticavano come passa-tempo.

A testimone di ciò si racconta che la principessa Elisabetta, figlia di Re Giorgio III, avesse ordinato e ricevuto uno stipo con modanature in ebano che era stato appositamente realizzato per essere poi adornato con decorazioni in filigrana di carta.

storia del mobile inglese-artedelrestauro.itPenwork – al tratto con inchiostro

L’ultima tecnica descritta è una tecnica decorativa di pittura non particolarmente conosciuta in Europa, ma molto in voga in Inghilterra durante il periodo Regency e il periodo Vittoriano (fine XVIII inizio XIX secolo).

Anche questa particolare tecnica era considerata un passa-tempo per le signore che si dilettavano a decorare oggetti di vario genere. Per la prima volta fu menzionata da Thomas Sheraton nel libro “Cabinetmaker and Upholsterer’s Drawing-Book” pubblicato tra il 1791 ed il 1794.

E’ probabile che la tecnica Penwork fu ispirata dalla tecnica scagliola o da quella dell’intarsio in avorio.

storia del mobile inglese-artedelrestauro.itPer applicare questa tecnica il fondo doveva essere laccato in nero e su questo venivano dipinti in bianco o usando altri colori chiari le decorazioni che erano poi rifinite con ombreggiature e dettagli in inchiostro di china. In alcuni casi però si possono trovare gli esemplari dove sul fondo chiaro anziché laccato nero le decorazioni erano dipinte con i colori scuri.

Generalmente i motivi dei disegni seguivano tre stili principali: neo-classico, cineserie e motivi floreali.

Karina Spivak

Se ti sei perso gli articoli precedenti sulla storia del mobile inglese li trovi qui:

– Il piede a “artiglio di drago”

– Il tavolo a cancello

– Thomas Chippendale

 

Tutte le immagini sono tratte dai cataloghi delle aste delle case d’aste “Bonhams”, “Dreweatts” e “Sotheby’s

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Mi chiamo Carlo Ferrari e da oltre 20 anni mi occupo di restauro e antiquariato.

Un giorno ho deciso di fare della mia passione il lavoro del mio futuro. Un hobby, una passione proprio come te.

Oggi posso dire di essere un restauratore affermato, ho molti clienti privati, lavoro per istituzioni e per alcuni grandi antiquari.